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 Le carbonaie
Contributo di frapicca inviato Domenica, 09 Novembre 2003  frapicca  Pagina stampabile  Invia questo articolo ad un amico  bytes aggiuntivi 7580  letture 703 

 

E' un mestiere antico quello del carbonaio, alternativo a quello del contadino. Molto praticato tra la meta' del 700 e dell'800. Ed ancora in uso nei primi decenni del secolo scorso.

Un procedimento che richiedeva parecchi giorni di lavoro alla fine del quale si otteneva il carbone.

 Per ricavare il carbone si utilizzava legna di Acero, Faggio, Frassino e Quercia. Venne utilizzato anche il castagno, essendo molto diffuso nei nostri boschi.

Ma cos'era una Carbonaia? Non era altro che una grossa catasta di legna di forma conica cui veniva dato fuoco. Questa legna combusta diventava cosi' carbone.

Vecchia fotografia raffigurante l'inizio dell'accatastamento della legna per la costruzione di una carbonaia

Come si procedeva per costruire una Carbonaia?

Prima di tutto si sceglieva un punto pianeggiante, preferibilmente del bosco, poiche' in quella zona si poteva raccogliere la legna e portarla nel punto stabilito con minor dispendio di fatica. Li' si creava un spiazzo del diametro di 9-10 metri. Nella parte centrale dello spiazzo si conficcavano verticalmente quattro pali distanziati tra loro come se fossero posti agli spigoli di un quadrato. questa struttura avrebbe costituito il camino centrale della carbonaia. All'interno della struttura centrale venivano disposti tronchi di legna corti disposti orizzontalmente a due a due ed incrociati tra loro. Attorno alla parte centrale venivano accatastati i tronchi di legna piu' grandi.

L'accumulo dei tronchi che vedete nella foto qui a destra veniva poi ricoperto da una miscela di foglie e terra. La terra era umida perche' non filtrasse attraverso le fenditure tra i tronchi.

 


Il lavoro finito aveva l'aspetto della foto che potete vedere qua sopra

A questo punto si da' fuoco a dei rami secchi posti sulla sommita' della carbonaia, in corrispondenza del camino centrale. Il fuoco in questo modo scende dall'alto verso il basso molto lentamente, questo grazie alla copertura di terra esterna che diminuisce l'apporto di ossigeno necessario alla combustione. Una volta accesa, la carbonaia aveva bisogno di continue cure: occorreva continuare ad alimentare il fuoco e controllare che la combustione non avvenisse troppo velocemente (nel qual caso la legna si sarebbe completamente trasformata in cenere) e neppure troppo lentamente (si sarebbe corso il rischio che si spegnesse). Normalmente la sua alimentazione avveniva quattro volte al giorno: mattina, pomeriggio, sera e di notte. Man mano che il fuoco scendeva verso il basso con dei tronchi appuntiti si praticavano dei fori sulle pareti della carbonaia per regolare il flusso di ossigeno che alimentava la combustione.

Ma quanto durava questo procedimento?

La durata era variabile dagli 8 ai 20 giorni, a seconda del quantitativo di legna impiegato (dai 50 ai 100 quintali di legna). Un lavoro duro che richiedeva la continua presenza degli uomini per tutta la durata di questo processo, giorno e notte.  A seconda della colorazione del fumo che usciva dal camino i carbonai sapevano riconoscere quando la combustione si approssimava alla fine. Giunti a questo punto veniva lasciata spegnere. Una volta spenta veniva aperto un varco su un lato della carbonaia ed il carbone cosi' ottenuto steso al suolo in attesa che si raffreddasse definitivamente. Anche questa fase necessitava di controllo in quanto si stava attenti che il carbone non ricominciasse ad ardere.

Il mestiere del carbonaio.

Un lavoro duro, impegnativo ed anche rischioso era quello del carbonaio, le carbonaie richiedevano un continuo controllo giorno e notte, quindi i carbonai erano costretti a dormire sul posto, spesso all'aperto tutti i giorni, finche' la carbonaia era spenta. Pericolosi erano specialmente i momenti in  cui bisognava alimentare la carbonaia: questo implicava che un uomo doveva salire fino alla sommita' del camino centrale per aggiungere legna al fuoco, proprio in corrispondenza della fornace principale. Una leggenda racconta che una volta, un operaio durante la fase di alimentazione, cadde all'interno della carbonaia. I suoi compagni si prodigarono per salvarlo ma, una volta aperta la carbonaia l'uomo non venne piu' ritrovato. Una volta terminato il lavoro il carbone veniva trasportato a valle con i muli o con la sola forza delle proprie gambe.

 

 
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